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Ci Guardano

Bar Portici, 15 sett. - 31 ott. 2015 - Verolanuova (Brescia) Piazza Libertà 53

Mostra di Dionigi Canini a cura di Francesca Pezzoli - Commento critico di Viviana Filippini

specchio

Commento di Beatrice Fontana

 

"il vento che nasce e muore
nell'ora che lenta s'annera
suonasse te pure stasera
scordato strumento, cuore"

Eugenio Montale
Corno Inglese – Ossi di Seppia

 

Le parole di Montale, scritte e snocciolate accuratamente in questa suggestiva poesia, mi sembrano cucite addosso alle opere presenti nella personale dell'artista Dionigi Canini.

 

Eolo
Eolo - vento distruttore o brezza estiva?

 

Eolo, dio del vento, forza indisciplinata della natura, elemento primordiale della terra, viene descritto dall'autore con pennellate grandi e pastosa, colori così e forti.
Ogni pigmento steso, dà vita al vorticoso e incessante turbinio del vento, che a tratti sembra possa risucchiare il mondo con la sua immensa irruenza mentre ad altri sembra librarsi in aria lentamente come una brezza leggera. L'arancione caldo e le tonalità accese della rosa sembrano scontrarsi ed abbracciarsi, in un ballo ritmico senza fine, senza musica apparente. L'ora s'annera, la sera allunga le sue ombre crudeli e arriva di soppiatto appoggiando lentamente la fatica della giornata sulle spalle dell'uomo. E, i colori forti e delineativi descrivono efficacemente la tematica dell'opera: fatica come peso, peso del mondo, del proprio mondo, come la figura di un moderno Atlante. Ma l'interazione tra le opere di uno stesso artista È innegabile, in quanto la fatica si collega con quei nodi, indistruttibili che legano e intrappolano il nostro animo: le tentazioni.

 

Le tentazioni umane
Le tentazioni umane

 

Nell'opera le tentazioni umane, la personificazione di esse si stagliano sulla terra come una processione di santi bizantini che sfilano su di un baratro infinitamente profondo, senza protezioni, senza costrizioni. E, guardano dall'alto, ci guardano, ci osservano e magari nella loro mutezza compositiva stanno già costruendo il nostro destino. Infine la poesia monta liana scelta, conclude (o forse no) con una parola ostica per i poeti, e forse non solo a loro: cuore.

 

Amorini
Amorini - il sentimento puro e limpido è solo l'amore.


Cuore da sempre rimasta con amore, come ci regala la più stilnovistica delle tradizioni, ci rimanda alla mente quel sentimento puro e Angelico che da sempre ci fa sognare. E, ma come ben sappiamo ad ogni angelo corrisponde un demone, l'altra faccia della medaglia, l'altro io allo specchio.

 

Amorini
Angeli e demoni

 

L'artista però interpreta e dipinge questa ambivalenza ultraterrena come degli splendidi fiori, che appaiono leggiadri danzanti in un giardino magnificamente immaginato.
Il contrasto scenico coloristico tra l'azzurro translucido degli angeli era rosso caldo dei demoni sul fondo boschivo, accentua l'affinità pittorica e metaforica dell'opera. L'amore però rimane per me il fil Rouge, il collegamento emotivo tra arte e uomo, tra l'artista Dionigi Canini il suo vissuto, il suo profondo amore per la casa, per la famiglia da sempre sua fonte di ispirazione, per la sua vocazione artistica, verso quello che è stato, che è e che sarà.
Ma saranno comunque solo gli occhi, l'epidermica gabbia in cui i suoi e i nostri sentimenti giacciono indisturbati, in attesa che qualcuno o qualcosa li lasci finalmente liberi.

Beatrice Fontana