Dionigi Canini | Dicono di lui


L'ultima Cena (cat.01067 21cmx87cm)
collezione:Adriano Podestà - Verolavecchia


Dice di lui Giorgio Mori:

...nell'uso sapiente del colore, nelle  composizioni  a  volte assai  originali,  nella  scelta dei  soggetti in sintonia con tutta  l'armonia del  quadro, riesce ad esprimere un mondo personale e coinvolgente. L'emozione, quando finalmente trova  uno  spiraglio  per manifestarsi, esce quasi di prepotenza e trascina sulla tela brandelli di vita di così intensa  partecipazione  da lasciare stupefatto chi osserva con animo disincantato.


Dice di lui Graziano Bertoldi:

L'esplosione coloristica, la carica emotiva, le forme mai "scontate" in linearità ossessivamente proporzionate e affinate, bensì quasi "trascurate" per salvaguardre quel "gesto" d'impeto,quel "raptus" di genio che coglie la forma nel colore stesso, sovrapposto, tagliuzzato, smerigliato, torturato, in prospettive che rimandano a molti percorsi, come in un roccambolesco labirinto dove si incontrano fiammate di passione, orgogliosi progetti, spasmodiche ricerche, accecanti bagliori di flash, simboli affastellati, messaggi alieni, zoom di particelle cosmiche... fuori da questo ipotetico labirinto, con un profondo respiro, l'osservatore più attento (liberandosi da preconcetti e regole) ammira queste opere di Dionigi Canini, condividendo con l'artista le tante emozioni che sono state alla base dell'operato e che ora continuano a passare di ora in ora attraverso altri occhi all'infinito, per testimoniare nel tempo la creatività, positività dell'uomo, in tempi difficili.


Dicono di lui Debora, Rosa, Stefania e Mariapaola della 2A - Scuola Media Statale E. De Gaspari - Verolanuova:

STORIA DI UN UOMO SEMPLICE

Il 27 marzo siamo andati a vedere una mostra di pittura che era allestita nella Biblioteca Civica di Verolanuova. In questa mostra erano esposti i quadri di quattro pittori. Uno di questi, il signor Dionigi Canini, ha accettato di farci da guida alla mostra e ci ha poi raccontato la sua storia:
Finita la terza media, prima di fare il pittore, ha iniziato a lavorare con suo padre. Era invidioso di un falegname che era stato convocato dal sindaco per costruire la porta della Basilica di Verolanuova, e che veniva riconosciuto da tutti come "l'artista ". Il signor Canini pensava di non arrivare mai a quel livello, perché nessuno l'avrebbe mai chiamato artista. Un giorno come tanti altri, la suora superiora gli chiese se era in grado di costruire una cassetta per le offerte, e al suo assenso, decise di dargli fiducia. Successivamente, l'onorevole Nullo Biagi, alla vista di questa piccola opera, chiese chi ne fosse l'artefice e la suora gli rispose che era un giovane falegname, cioè Dionigi Canini.
Così l'onorevole gli fece costruire delle porte stile '700, che ora possiamo trovare nel Palazzo Comunale. Un giorno comincia a venirgli uno strano mai di stomaco che prosegue per un certo periodo; va a fare degli esami e inizia a pensare di avere un tumore. Dopo un mese che più di casa, il dottore, all'ultima visita, gli dice di buttare tutti i referti medici perché non ha assolutamen niente. Preso dalla gioia, anche se non sa dipingere, corre a prendere una tela e due o tre colori . Ebbe inizio così la sua vita di pittore. Dopo aver fatto qualche lezione con un maestro, si sentì pronto a cavarsela da solo; decise allora di provare ad iscriversi all'Associazione Artisti Bresciani ma questi lo cacciarono.
Ora, dopo aver fatto 1300 quadri, di cui tanti ammirati e persino premiati, sono venuti ancora a cercarlo, ma lui ha rifiutato, perché nel frattempo è entrato a far parte dell'Associazione Artisti Cremonesi. Per ricordarsi della vera felicità ha voluto dipingere il ritratto di un uomo che era in grado di fare un sorriso ogni volta che qualcuno si dimostrava gentile con lui. Per questo motivo dietro il quadro ha scritto: A UN GRANDE! Questo pittore, che in tutti i suoi quadri mette un briciolo della sua anima sofferente di uomo, ci ha fatto capire che nella vita non tutto è come vorremmo noi, non tutto è facile: per riuscire a realizzare qualcosa in cui noi crediamo, dobbiamo metterci TANTA FORZA éci ha trasmesso tanta voglia di vivere e di essere sempre felici.

Con simpatia le giornaliste Debora, Rosa, Stefania e Mariapaola
2a A a.s.2001/2002 - Scuola Media Statale E. De Gaspari - Verolanuova